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Backup e disaster recovery: il piano minimo per un'azienda

Il piano minimo di backup e disaster recovery parte da due numeri: quanti dati puoi perdere (RPO) e quanto puoi restare fermo (RTO). Poi applica la regola 3-2-1: tre copie dei dati, su due supporti diversi, una fuori sede e isolata dalla rete. Infine prova il ripristino a intervalli regolari: un backup mai ripristinato non è un backup.

Di David Castagnaro, Delta Software · aggiornato il

In breve

  • Parti da RPO (quanti dati puoi perdere) e RTO (quanto puoi restare fermo).
  • Regola 3-2-1: tre copie, due supporti, una fuori sede e isolata.
  • Il backup va provato con un ripristino vero, misurando i tempi.
  • Il disaster recovery è il piano scritto per ripartire, non solo la copia dei dati.

Da dove si parte per un piano di backup?

Si parte da due domande, non da un prodotto: quanti dati puoi permetterti di perdere e quanto tempo puoi restare fermo. Sono l'RPO e l'RTO, spiegati nel glossario alla voce RPO e RTO. Se rispondi «un giorno di dati» e «mezza giornata di fermo», sai già che un backup notturno può bastare per i dati ma che ti serve un modo rapido per ripristinarli. Se rispondi «un'ora» a entrambe, serve un sistema diverso.

I numeri cambiano da sistema a sistema. Il gestionale e la posta di solito sono critici; l'archivio delle foto di cinque anni fa no.

Sistema (esempio)RPO tipicoRTO tipicoCome si ottiene
Gestionale e contabilitàPoche oreOreBackup più volte al giorno, ripristino provato
Posta elettronicaPoche oreOreServizio in cloud con copia separata
Cartelle condiviseUn giornoUn giornoBackup notturno con versioni
PC dei dipendentiUn giorno o piùGiorniDati di lavoro su cartelle condivise, PC reinstallabile
Archivi storiciSettimaneGiorniCopia periodica fuori sede

I valori sono indicativi: decidili tu in base a quanto ti costa un'ora di fermo o un giorno di dati persi.

Cos'è la regola 3-2-1 e perché funziona?

È la regola più semplice per non dipendere da un solo punto di guasto: tre copie dei dati, su due supporti diversi, una fuori sede. Se si rompe il disco, hai la seconda copia; se brucia l'ufficio, hai quella esterna. Oggi si aggiunge una condizione: almeno una copia deve essere isolata dalla rete o non modificabile, perché un ransomware cifra tutto ciò che riesce a raggiungere, backup compresi.

Come si protegge il backup dal ransomware?

Rendendolo irraggiungibile da chi è entrato nella rete. In pratica:

  • una copia fuori linea o con conservazione non modificabile per un periodo definito;
  • credenziali separate per il sistema di backup, diverse da quelle di PC e server;
  • il backup su una rete separata, non su una cartella condivisa visibile a tutti;
  • più versioni nel tempo, per tornare a prima dell'infezione anche se è stata scoperta tardi.

Il resto delle difese, dagli aggiornamenti all'autenticazione a due fattori, è nella checklist di sicurezza informatica.

Perché il test di ripristino è la parte più importante?

Perché un backup che nessuno ha mai provato a ripristinare non è un backup: è una speranza. I problemi tipici si scoprono solo provando: copie incomplete, supporti illeggibili, password perse, tempi di ripristino molto più lunghi del previsto. Il test va fatto su un sistema di prova, a intervalli regolari e dopo ogni cambiamento importante, misurando quanto tempo serve davvero.

Cosa deve contenere il piano minimo di disaster recovery?

  1. Elenco dei sistemi con RPO e RTO per ciascuno, in ordine di priorità.
  2. Dove sono i backup, con quale frequenza si fanno e chi li controlla.
  3. Procedura di ripristino scritta, passo per passo, con l'ordine in cui riaccendere i sistemi.
  4. Contatti: chi chiamare, fornitori compresi, e chi decide durante l'emergenza.
  5. Credenziali di emergenza conservate in modo sicuro e accessibili anche se la rete è ferma.
  6. Calendario dei test, con l'esito di ogni prova e i tempi misurati.

Un piano di due pagine aggiornato vale più di un manuale di cento che nessuno ha letto.

E i dati che stanno in cloud?

Vanno considerati anche loro: chiedi al fornitore se il backup è compreso, ogni quanto si fa e come si recuperano i dati. Per esempio, in Delta Manager backup e aggiornamenti sono compresi nel canone, i dati stanno su server in Italia e ogni cliente ha un ambiente separato. Resta comunque buona pratica esportare periodicamente i dati principali e conservarli tra le tue copie.

Chi può impostarlo per te?

Se in azienda non c'è chi se ne occupa, il lavoro si può affidare all'esterno. Il servizio di infrastruttura IT di Delta Software parte proprio da RPO e RTO: definisce quanto puoi stare fermo e quanti dati puoi perdere, poi costruisce backup e ripristino di conseguenza e li testa. Si occupa anche di sistemi già esistenti, senza rifare tutto da capo, e l'analisi iniziale è gratuita.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno su questo tema.

È la regola base della protezione dei dati: tieni almeno tre copie dei dati, compreso l'originale, su almeno due supporti o sistemi diversi, e almeno una copia fuori sede. Oggi si aggiunge che una copia dovrebbe essere isolata dalla rete o non modificabile, così un ransomware che cifra i file non può cifrare anche il backup.

L'RPO (Recovery Point Objective) è la quantità massima di dati che puoi permetterti di perdere, misurata in tempo: con un backup ogni notte, nel caso peggiore perdi un giorno di lavoro. L'RTO (Recovery Time Objective) è il tempo massimo in cui puoi restare fermo prima che il sistema torni a funzionare. Da questi due numeri dipende tutto il piano.

Il backup è la copia dei dati. Il disaster recovery è il piano per tornare a lavorare dopo un guasto grave, un furto o un attacco: chi fa cosa, in che ordine si ripristinano i sistemi, dove si lavora nel frattempo, quanto tempo serve. Puoi avere ottimi backup e impiegare comunque giorni a ripartire, se manca il piano.

Almeno a intervalli regolari, per esempio ogni trimestre per i sistemi principali, e sempre dopo un cambiamento importante come un nuovo server o un nuovo software. Il test deve essere un ripristino vero, su un sistema di prova, misurando il tempo impiegato: è l'unico modo per sapere se rispetti l'RTO che ti sei dato.

Solo se il ransomware non riesce a raggiungerlo. Un disco di backup sempre collegato o una cartella di rete accessibile con le stesse credenziali dei PC vengono cifrati insieme ai dati. Serve almeno una copia isolata, fuori linea o non modificabile per un certo periodo, con credenziali separate.

Facci vedere com'è messa la tua infrastruttura.

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